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Lunedì 10 dicembre 2018

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Visto con voi: “Norma” al cinema

La Guida - Visto con voi: “Norma” al cinema

Cuneo – All’inizio dell’autunno sono riprese le dirette al cinema dal Covent Garden di Londra per la stagione della Royal Opera House (ROH) e del Royal Ballet. Un appuntamento di cui è difficile fare a meno se si è assistito – almeno una volta – a queste proiezioni che propongono in alta definizione allestimenti di altissimo livello: se non possono sostituire l’esperienza unica dello spettacolo dal vivo, sono comunque il miglior sostituto a disposizione.A Cuneo, la sala che ospita la rassegna è il Cinema Don Bosco che,  insieme ad altri 1500 cinema in 35 Paesi del mondo, ha presentato lunedì 26 settembre “Norma” di Bellini. Una messinscena attesa perché vedeva il ritorno nel teatro londinese di Àlex Ollé della leggendaria  Fura dels Baus. Fondata nel 1979, la compagnia di Barcellona è diventata famosa internazionalmente per un teatro particolarmente aggressivo e violento, caratterizzato spesso e volentieri dal coinvolgimento diretto del pubblico, costretto volente o nolente (soprattutto nei vecchi spettacoli degli anni Ottanta come “Suz/o/Suz” o “Tier Mon”) a partecipare all’azione, spesso rappresentata in spazi non teatrali.Anche se i toni e i modi si sono progressivamente molto ammorbiditi nel corso degli anni, gli spettacoli proposti dai vari esponenti del gruppo sono comunque sempre sorprendenti nel bene e nel male.  Così è stato anche questa volta. Ollé (che, tra l’altro, qualche anno fa presentò ad Asti “Boris Godunov”, una sorta di ricostruzione della presa d’ostaggi al Teatro Dubrovka di Mosca, e che sta per dirigere “La Bohème” che inaugura il 12 ottobre la stagione del Regio di Torino) ha trasferito la storia dalla Gallia occupata dai Romani prevista dal libretto in un ambiente fantastorico: una sorta di regime clerico-fascista la cui esistenza è minacciata da un esercito di forze che si potrebbe definire, forse, laiche e democratiche. Se i Romani vestono completi adatti ad un lavoro di ufficio, i Galli portano divise militari o vesti religiose che rimandano al cattolicesimo spagnolo (compreso il “capirote”, il copricapo a punta che nasconde i volti dei membri delle confraternite della Settimana Santa). Il tutto all’interno di un’impressionante e surreale scenografia, ideata da Alfons Flores e composta di crocifissi che circondano e in certi momenti quasi riempiono l’intero spazio, per sottolineare visivamente la condanna del regista dello sfruttamento politico del fanatismo religioso che egli considera di particolare attualità.Se una messinscena del genere non poteva ovviamente piacere a tutti, la forza di certe immagini era indiscutibile: ad esempio, quando Norma (la brava soprano bulgara Sonya Yoncheva) canta la famosissima aria “Casta Diva”, su un pulpito circondata dalle croci, mentre un gigantesco turibolo ondeggia verso il pubblico espandendo incenso, si creava una situazione davvero ammaliante.Ma anche i contestatori del regista (e dello scenografo) non hanno potuto non apprezzare l’interpretazione della protagonista, perfettamente a suo agio in questo ruolo così complesso, anche per le richieste vocali che implica.  Bravi anche gli altri due protagonisti del triangolo amoroso che è al centro dell’opera:  la sorprendente Adalgisa del mezzosoprano emiliano Sonia Ganassi, dotata di una freschezza contagiosa, e il convincente Pollione  del celebre tenore maltese Joseph Calleja. Era come al solito sanguigno e potente Antonio Pappano, che ha diretto l’orchestra della ROH.I prossimi appuntamenti con la Royal Opera House al cinema li trovate in dettaglio sul sito della Nexo Digital che organizza il tutto, ma fin da ora segnatevi sull’agenda “Così fan tutte” di Mozart con la regia del tedesco Jan Philipp Gloger (il 19 ottobre, ore 19,30), il balletto “Anastasia” di Kenneth MacMillan con la divina Natalia Osipova (2 novembre, ore 20,15) e “Les contes d’Hoffmann” di Offenbach, protagonista il celeberrimo e bravissimo tenore italiano Vittorio Grigòlo (15 novembre, ore 19,15).Gli appassionati di opera e balletto, però, avranno ulteriori motivi di soddisfazione perché la QMI, che l’anno scorso organizzava le proiezioni in Italia da Londra, propone spettacoli del Bolshoi di Mosca (un vero e proprio tempio della danza classica) e del Metropolitan di New York. La sala da tenere d’occhio è in questo caso il Cinema I Portici di Fossano. Si inizia il 4 ottobre con “Le clair ruisseau” di Shostakovic dalla capitale russa (con l’étoile Svetlana Lunkina) e il 25 ottobre, in diretta dalla metropoli americana, con un “Don Giovanni” di Mozart messo in scena da Michael Grandage, protagonista il baritono Simon Keenlyside. Il programma completo è sul sito www.stardust.it.Infine, I Portici di Fossano ospitano anche la rassegna “Il grande Teatro inglese al cinema” (ancora Nexo Digital). S’inizia – il 18 e il 19 ottobre – con “Il racconto d’inverno” di Shakespeare, diretto e interpretato da Kenneth Branagh con Judi Dench: un’accoppiata decisamente notevole.

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