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Sabato 17 novembre 2018

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Salta la fusione tra Bene Banca e Bam?

La Guida - Salta la fusione tra Bene Banca e Bam?

Bene Vagienna –  Fusione si, fusione no con invio a raffica di comunicati stampa congiunti da parte dei due istituti di credito che si rincorrono. Gli annunci, segnalano in prima battuta l’impegno da parte di entrambi i Cda a riprendere il discorso sul progetto aggregativo paritetico per poi in un successivo rinvio informare che l’incontro dei vertici fissato per il 21 giugno viene rimandato “a causa di sopravvenuti impegni di alcuni consiglieri”. Poi la comunicazione finale di domenica in cui Bene Banca e Banca Alpi Marittime fanno sapere: “alla luce della riforma del Credito Cooperativo, ritengono opportuno, ad oggi, sospendere il progetto di aggregazione paritetica riservandosi di valutare possibili nuovi scenari non appena saranno definiti i dettagli operativi del piano di riforma del Credito Cooperativo e le sue implicazioni sulle singole Bcc”. Un vero e proprio effetto domino capace di far decadere come conseguenza immediata, l’appuntamento del 27 giugno con il Consiglio comunale aperto dove il presidente di Bene Banca, Pier Vittorio Vietti avrebbe dovuto spiegare pubblicamente quali sono le intenzioni e le prospettive per il futuro della banca. L’incontro, richiesto il 23 maggio, tramite lettera dallo stesso presidente Vietti, pare sia rimandato a data da definirsi così ha fatto sapere il sindaco di Bene Vagienna. Dal canto suo Claudio Ambrogio continua a coltivare le sue perplessità in merito a quest’ultima decisione e non rinuncia alla convocazione comunale ufficiale al Palazzetto come previsto, trasformandola in una riunione pubblica per il proseguimento della raccolta firme (oggi ferme a 376), finalizzata alla convocazione dell’assemblea straordinaria dei soci. Di fatto è da gennaio che si parla di portare avanti queste “nozze” non viste di buon occhio dal comitato “Svegliamoci Bene” (formato da soci e clienti) e dal primo cittadino benese. “Una fusione definita come indiscrezione – dicono dal comitato – poi ipotesi, successivamente annunciata in Tv su Rai3, poi ritrattata come subordinata al volere dell’assemblea sovrana. Un’aggregazione impropriamente definita paritetica, oggetto di due Consigli comunali aperti disertati dal Cda, che ha giustificato non essere la sede istituzionale adatta, rinviando la discussione all’Assemblea, in cui poi è stata rimandata ad un terzo Consiglio concordato tra sindaco e presidente cosa si può dire se non che ci troviamo davanti ad una gestione ondivaga? E la stessa poca mancanza di dialogo si è riscontrata in sede di Assemblea quando prima di andare al voto, abbiamo chiesto lumi sul calo numerario degli impieghi letti sul Bilancio (di oltre 33 ml di euro pari al 7%) e dei mutui (di 27,7 mln) ma non ci è stata data risposta alcuna. Andremo avanti con le riunioni nei vari comuni di competenza della banca per esplicitare tutte le ragioni a supporto per raggiungere il quorum necessario delle firme per la revoca del mandato agli organi gestori”. 

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