Cuneo – Avevano seguito i suoi movimenti e miravano all’incasso della sala giochi che gestisce, lo avevano rapinato una notte e altre due volte avevano dovuto desistere all’ultimo, quando già erano pronti a entrare in azione, sempre ai danni della stessa vittima, scelta quasi come un “bancomat” per far fronte ai loro guai finanziari. I Carabinieri li hanno però individuati e arrestati, portando in carcere padre e figlio con due complici, mentre un quinto giovane ha l’obbligo di firma. Si è conclusa così l’operazione (denominata “Back crime”, per dare l’idea di un ritorno sul luogo del delitto), scattata dopo la rapina, lo scorso 5 dicembre, ai danni di un 64enne caragliese, titolare di una sala giochi in via Bongiovanni. Quella sera in due avevano atteso l’uomo mentre rientrava, nella notte, a casa propria, a Caraglio: lo avevano picchiato e rinchiuso nel garage, gli avevano legato mani e piedi con nastro adesivo, e gli avevano portato via i soldi che aveva con sé, circa 6.600 euro in contanti. Era l’incasso con cui era rientrato, senza sapere di essere tenuto d’occhio dalla banda: un giovane teneva d’occhio l’andamento della serata, un altro faceva il palo nei pressi di casa, padre e figlio con un amico erano pronti a entrare in azione, senza armi ma con calci e pugni. Così era avvenuto quella sera, e lo stesso scenario si sarebbe potuto ripetere in altre due occasioni, in cui l’uomo era seguito e il gruppo era pronto con i passamontagna, ma a un certo punto i malviventi si erano tirati indietro: una volta era rientrato con un’altra persona, una sera non era rientrato subito e il gruppo lo aveva perso di vista. I due colpi “saltati” erano comunque tenuti sotto controllo dai Carabinieri, pronti a intervenire, come pure in altri casi che sarebbero stati pianificati dal gruppo criminale ai danni di altri soggetti simili, titolari di attività commerciali e di intrattenimento aperte fino a tarda notte, con molti contanti, per colpi mirati con cui “fare cassa” subito. In carcere sono finiti Guido Crocetta, 48 anni, pregiudicato, e il figlio William, 22, incensurato, entrambi pizzaioli; Ivan Capasso, 22 anni, disoccupato e pregiudicato (per lui c’è anche l’accusa di detenzione e spaccio di droga: in casa aveva marijuana, cocaina ed ecstasy); Dumitro Grigoras, 52 anni, romeno, disoccupato, che vive a Caraglio (mentre gli altri sono cuneesi); obbligo di firma, invece, per un 19enne cuneese. Dovranno rispondere di rapina aggravata, lesioni personali e tentata rapina.Per il supporto alle indagini, oltre a pedinamenti e intercettazioni, sono state fondamentali le immagini raccolte da impianti di videosorveglianza (sia pubblici, sia privati) nelle diverse zone, a testimonianza di quanto questi strumenti siano sempre più importanti per le forze dell’ordine e per la sicurezza di tutti.




