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Lunedì 11 maggio 2026

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Il messaggio del vescovo per la Pasqua

La Guida - Il messaggio del vescovo per la Pasqua

Cristo è vivo, Cristo è presente in mezzo a noi !  E’ l’annuncio che i discepoli ei primi cristiani hanno proclamato con tutte le loro forze. Non è stato facile per nessuno. Hanno incontrato resistenze, durezze, opposizioni da parte dei loro contemporanei. Hanno pagato di persona, specie nei primi secoli, con il martirio. Non si sono arresi. E’ un evento che ha sorpreso tutti. Il Signore Gesù aveva tentato di prepararli, pensiamo agli annunci pasquali disseminati nei vangeli. Subito non lo hanno capito, ma in seguito hanno percepito che il Maestro è stato di parola, hanno avuto la forza di rileggere le loro esperienze, hanno fatto memoria dei suoi insegnamenti, hanno vissuto quella Cena pasquale particolare, hanno seguito a distanza la sua passione, hanno visto la tomba vuota, hanno incontrato più volte il Risorto e, con il dono dello Spirito, sono stati spronati a non tenere solo per loro queste esperienze. Escono da quel cenacolo, la stanza superiore, ed affrontano il mondo con il loro annuncio coraggioso e chiaro. Proprio in questi giorni, noi riviviamo quegli eventi che ci toccano in prima persona, eventi che hanno sconvolto tutti e sono la nostra ragion d’essere come cristiani. A partire dal nostro Battesimo siamo inseriti in questo mistero pasquale. Anche noi siamo innestati nella Morte e nella Risurrezione di Gesù. Anche noi siamo chiamati a ‘passare’, a proclamare la certezza che il Signore è vivo, presente ed operante in mezzo a noi. E’ un annuncio che va connotato inevitabilmente dalla luce, dalla gioia, dalla certezza che un giorno questo sarà il nostro destino e che tutti siamo avviati alla Gloria futura. Quest’anno la Pasqua cade in un contesto particolare. Stiamo vivendo l’anno santo della Misericordia, come ha voluto papa Francesco. E’ un anno durante il quale siamo chiamati a prender coscienza dell’infinito amore del Signore che continua ad essere riversato su di noi. Noi, a nostra volta, lo dobbiamo riversare su coloro che incontriamo. Come era toccato ai primi cristiani, così noi, oggi, dobbiamo guardare in faccia alla nostra realtà che fa fatica ad andare avanti, ma che attende luce, speranza, vita. Sto pensando alle incertezze e alle ansie degli uomini e delle donne che camminano al nostro, all’indifferenza verso le fasce deboli della nostra società, alla disperazione di chi affronta viaggi rocamboleschi a piedi o via mare per trovare pace e libertà in Europa, alla litigiosità dei nostri politici, all’immobilismo dei grandi della terra che continuano a discutere senza approdare a segni tangibili di fraternità. E, per stare più vicino a noi, sto pensando alle fatiche e alla solitudine di chi opera in campi educativi, all’amarezza di una trentina di persone che in questi giorni hanno ricevuto da una nota azienda locale una lettera di un futuro licenziamento, al fenomeno del caporalato che sta ricominciando ad attivarsi nei lavori stagionali, all’assenza di contrattazione in ogni settore occupazionale, ai vari volti delle nuove povertà odierne. Come credenti non possiamo far finta di niente. Se vogliamo celebrare, proclamare la Pasqua del Signore, è d’obbligo provare a gettare luce e speranza su tutte queste nostre realtà. Come ? Innanzitutto preoccupiamoci per una corretta informazione e facciamoci aiutare a leggere la storia in cui siamo immersi. Nelle nostre diocesi sono a disposizione per confronti, informazioni, riflessioni,  dibattiti  tutti coloro che sono impegnati nelle Caritas, nella Pastorale del Lavoro e nella pastorale per i Migranti. In secondo luogo, non possiamo rimanere alla finestra semplicemente a guardare. E’ ora di aprire le porte e porre gesti concreti, non a caso, ma studiati, mirati, all’insegna di vera solidarietà. Infine, proviamo a chiedere bene, a mettere nelle mani del Signore tutto ciò nella vera e autentica preghiera perché sappiamo che “Dio è Dio perché può fare l’impossibile. Il peccato più grande è quello di non aspettarci mai abbastanza da Lui ! Ho l’impressione che la nostra qualità di vita sia abbastanza buona, forse un po’ tranquilla. Essa va abitata, animata, innaffiata, arricchita dalla carità attiva di tutti. Lo scambio degli ‘auguri di Pasqua’ se assume uno sguardo più ampio, più profondo, più evangelico, certamente porterà luce, porterà speranza, porterà … il Cristo Risorto ! Buona Pasqua di Risurrezione a tutti !

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